La mattina in cui ho incontrato Benedetto Poma è ormai lontana ma la visita fortuita nel suo studio catanese, nonché la conseguente chiacchierata dai toni distesi ed amichevoli, restano ricordi nitidi nella mia mente; è la conferma di come imbattersi in questo rinomato artista siciliano possa rendere speciale un giorno, già pronto a somigliare a tanti altri.
Entrando nel laboratorio, simile ad una boutique di lusso con tanto di merce preziosa in vendita, si nota, senza alcuno sforzo, il carattere certosino di Poma: tutto è in ordine, l’ambiente è pulito, la luce è ben distribuita, i quadri appesi alle pareti sono posizionati con criterio e buonsenso. Benedetto mi accoglie con il suo modo affabile e timido. Parliamo per un paio di ore.
Classe 1968, Benedetto è una persona di spicco nel panorama artistico siciliano, oltre ad essere un artista apprezzato nel resto del mondo. Parlare dei suoi lavori e di lui significa farsi risucchiare in un micromondo ricco di contenuti, di visioni e di un notevole, ed ormai insolito, carico culturale.
I quadri di Poma sono figli di modelli indiscussi e ben chiari, fondamenta per eccellenza della cultura occidentale: una pittura “colta” che si veste di storia, di miti e di leggende, mai utilizzati in maniera banale o ridondante. Un modo di dipingere, quello di Benedetto, che assorbe e restituisce una lezione aulica della pittura figurativa mescolata ad un linguaggio tutto siciliano. Difatti, Poma governa il carattere originale ed articolato del barocco siculo, attraverso l’armonia: un equilibrio tanto bramato in età classica e ricercato nelle epoche successive, fino, a tratti, ai giorni nostri, totalmente conquistato dall’ artista. Quest’ultimo adotta una forma di comunicazione gentile ma risoluta; una comunicazione che non ammette fraintendimenti ma che, anzi, dona differenti e precise chiavi di lettura.
L’artista catanese sviluppa le sue storie visive sulla linea di una tradizione intrecciata a visioni contemporanee percepibili, ad esempio, nella scelta e nel modo di utilizzare i colori. Ma, ancora, Poma delinea le figure ed i paesaggi, forte dei suoi studi di architettura che lo rendono totalmente consapevole e padrone dello spazio e delle forme. L’artista, inoltre, rivolge ancora una volta lo sguardo indietro, a quel mezzo considerato, alla metà del ‘400, la concretizzazione dell’idea, ovvero, il disegno: una tecnica che, ad oggi, pochi artisti contemporanei possono vantare di conoscere e saper utilizzare.
Così le opere di Poma sono bellezza, il suo lavoro diventa uno splendido passo a due tra il disegno, fatto di equilibri e sbalzi d’umore, ed il fluido colore dai toni totalmente siciliani.
Brava, anzi bravissima. Quando leggo i tuoi commenti e le tue riflessioni sulle opere d’arte di artisti a me sconosciuti (sia “opera” che “artista”) mi sembra di vederle di presenza e di essere presente nello studio dell’artista di turno.
Complimenti
Grazie per le gentili e preziose parole.