Gian Maria Tosatti : Il mio cuore è vuoto come uno specchio – episodio di Catania

Devi avere una valida ragione ed una massiccia dose di coraggio per recarti a Catania duranti i mesi estivi e sfidare, così, il caldo  infernale che aggredisce la città. Il mio input è stato visitare la mostra dell’artista Gian Maria Tosatti (Roma 1980) ospitata a Palazzo Biscari: un’istallazione site specific intitolata “Il mio cuore è vuoto come uno specchio – episodio di Catania”, progetto inserito nella programmazione ufficiale di Menifesta12, presentato dall’Associazione no-profit Unfold e curato da Adele Ghirri, Ludovico Pratesi e Pietro Scammacca.

È proprio Pietro, con i suoi modi gentili, quasi di un’altra epoca, ad accogliermi nel cortile del Palazzo; una residenza speciale che sfoggia con ogni suo elemento e da qualsiasi prospettiva i connotati più brillanti del  barocco siciliano.

Ripercorrendo mentalmente il mio tour a Manifesta12 in cui il dialogo tra antico e contemporaneo, in diversi casi, ha preso la stessa piega di una qualsiasi conversazione tra un cieco ed un muto,  l’installazione di Tosatti riequilibra e riapre il discorso palermitano.

Un lavoro, quello dell’artista romano, che prende vita già nel cortile esterno del palazzo attraverso la condizione dell’esperienza della visita in solitaria, stato, questo, che potenzia l’impatto con l’opera. All’interno della dimora, i tre ambienti che precedono il maestoso Salone delle Feste trasudano decadenza ed un senso di inquietudine e di nostalgia. Un’opera nella quale bisogna immergersi trattenendo il fiato quanto più a lungo possibile.

Esplorando le ampie sale ci si ritrova faccia a faccia con una realtà cruda e che disorienta: non esistono vie di fuga per non assistere alla collisione tra passato e presente, scontro, questo, che genera grandi interrogativi esistenziali, domande alle quali non possiamo evitare di rispondere o, se non altro, tentare di farlo. A tal proposito, significativo è il titolo della mostra preso in prestito dal celeberrimo film Il Settimo Sigillo del regista svedese Ingmar Bergman il cui copione riporta queste parole: «Vorrei confessarmi ma non ne sono capace, perché il mio cuore è vuoto. Ed è vuoto come uno specchio che sono costretto a fissare. Mi ci vedo riflesso e provo soltanto disgusto e paura. Vi leggo indifferenza verso il prossimo, verso tutti i miei irriconoscibili simili. Vi scorgo immagini di incubo nate dai miei sogni e dalle mie fantasie».

 

 

Il mio cuore è vuoto come uno specchio – episodio di Catania

a cura di Adele Ghirri, Ludovico Pratesi e Pietro Scammacca

dal 14 luglio 18 agosto 2018

Palazzo Biscari– Via Museo Biscari, 10 Catania

2 pensieri riguardo “Gian Maria Tosatti : Il mio cuore è vuoto come uno specchio – episodio di Catania

  1. una violenta verità di solitudine di attesa e di conservazione mi ha ricordato i piedi bruciati dal sale raggrumato sugli scogli del mio mare da piccolo – il contrasto fra il salone barocco e l’attesa della sedia lo scricchiolio del sale sotto i piedi – quanto dolore per una impossibile immortalità – è stato importante sentire l’assenza, ero perplesso per la decisione di far entrare uno alla volta ma poi è stato illuminante – siamo comunque soli e siamo sale che conserva e da sapore

    1. « (…) sentire l’assenza» penso sia un elemento fondamentale in questa mostra.
      Carmelo, grazie per il commento.

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