La senti questa voce?

Eve Ariza  (classe 1973) ha esposto il suo progetto artistico, Murmuri (come non pensare al mitico album musicale dei  R.E.M. del 1983 dal titolo Murmur), nel Padiglione Andorra durante l’ultima Biennale Internazionale di Arte a Venezia (2017). A distanza di un anno dall’inaugurazione della Biennale propongo le immagini del lavoro di questa giovane artista francese.

Al quotidiano accumulo di immagini e di parole spesso rispondiamo con un atteggiamento distratto e superficiale nel tentativo, così facendo, di alleggerire il peso dell’enorme mucchio. Si arriva,  alcune volte, al punto in cui parare i colpi non è più sufficiente, con la conseguente necessità di ristabilire un certo equilibrio con il mondo e con i suoi abitanti. L’esigenza è quella di ridurre il volume dell’inquinante ed inquietante rumore proveniente dall’esterno.  In questo contesto, fatto di esigenze ed imposizioni, il lavoro di Eve Ariza  ci induce ad abbassare i toni sia della sfera uditiva sia di quella visiva.

Difatti, per riuscire a sentire le vibrazioni emesse dalle circa novemila “ciotole” in terracotta, bisogna riscoprire la preziosità del sussurro. Un mormorio che l’artista ha captato ed imparato ad ascoltare durante il lungo lavoro di modellazione dei piccoli oggetti, pezzi che Eve studia, conosce, osserva, tocca, lavora ed ascolta.

Manufatti uguali nella forma ma diversi uno dall’altro per dimensione e per tonalità di colori, caratteristica, quest’ultima, dovuta ai differenti luoghi di estrazione del materiale argilloso; colori che rimandano agli uomini, contraddistinti dal colore della loro pelle. Le ciotole di Ariza sono scaricate del comune carattere funzionale: difatti, la ciotola non rappresenta più unicamente un oggetto bensì diviene un immenso contenitore di immagini e di simboli, custode del valore dell’universalità. Un risultato artistico da leggere nella sua totalità, un’opera divulgatrice di profondi significati, forte e al contempo fragile, come l’argilla.

Murmurì di Eve Ariza: il video

 

courtesy Ministeri de Cultura, Joventut i Esports
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Eve Ariza
courtesy Ministeri de Cultura, Joventut i Esports

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