L’impronta di un ricordo. Filippo La Vaccara

Sono piccine, dalla fattura “sbavata”, colme di “imperfezioni” che ne delineano il carattere. Dal piedistallo su cui sono sistemate occasionalmente per la mostra, sbucano come funghi, rigorosamente raggruppate per sesso: tre maschi e tre femmine.

Le testine di Filippo La Vaccara (Catania 1972) sono delicate e uniche come ogni persona al mondo, difatti sono il frutto del ricordo che l’artista ha di qualcuno. L’impronta di un ricordo franco, ben distante dalla rigorosità di certi ritratti scultorei realizzati dal vero.

Osservando le piccole sculture di La Vaccara si vede il tutto tondo di qualcuno riuscendo, oltretutto, a cogliere il temperamento di ogni soggetto; guardarle è come percepire nell’aria un fugace  profumo che rievoca sensazioni vicine, una fragranza complicata da definire ma che non nasconde la certezza di appartenenza a qualcosa o qualcuno a noi vicini.

A tenere le redini alle sfumature delle piccole sculture, i quadri di Filippo: grandi acrilici su carta che meritano un’osservazione minuziosa e paziente. E quando si crede di aver catturato tutti i dettagli presenti in questi lavori, ecco che ne saltano fuori altri; un laborioso esercizio di osservazione precede l’enunciazione della loro trama.

Durante la presentazione della mostra le testine se ne stanno vispe e immobili al loro posto e tutto è avvolto dal colore azzurro/blu delle pareti della Galleria Carta Bianca. Un acquario studiato ad hoc che suscita una piacevole quiete visiva.

 

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Filippo La Vaccara | mostra personale

dal 25 febbraio al 31 marzo 2017

Carta Bianca Fine Arts – Catania

http://www.galleriacartabianca.it/

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