Quel profondo Blu

No foto, no video, no tracce. Soltanto un enorme murales.

Dalla base dell’alto edificio lo sguardo inizia a percorrere l’unica direzione consentita, in su: la vista attraversa velocemente la parete del palazzo e si scontra con un guazzabuglio di persone e personaggi che corrono nella direzione opposta. In questa affannata  e vana fuga, inevitabilmente,  persone, cose e animali si impastano tra loro per farsi immagine di un frammento di storia siciliana. L’Etna erutta, forse esterna un suo nutrito disappunto.

Librino o quartiere o in qualsiasi altro nome si voglia chiamare, ha strutturato una sua specifica identità. Così, per confrontarsi con l’ecosistema di questa realtà indipendente, oltre a bombolette e imbragature varie bisogna attrezzarsi di buonsenso e intelligenza per accogliere nuovi punti di vista; allora potrai capire un luogo di Catania “fuori” dalla città, potrai correre sul muro del palazzo ed evitare i tentacoli di una grossa piovra, schivare le lepri,  svincolarti dalla mischia e nel caos distinguere le persone e correre, precipitarti su fino a raggiungere il cielo blu.

Grazie a Rachele Tosto per le ph. Lei che ha capito.

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