Alla mia passeggiata in Arsenale precede un lungo giro ai Giardini Napoleonici, meglio conosciuti come i Giardini della Biennale. Ventinove Padiglioni Nazionali e uno Centrale: una sorta di enorme complesso residenziale che si rigenera e si popola solamente per sei mesi, ogni due anni. Ciascun paese si è riservato un proprio tempio dell’arte così da poter sfoggiare i lavori dei migliori – o peggiori- artisti nazionali.
E se le forme architettoniche del Padiglione dei Paesi Nordici, dopo anni, continuano a dare una battura d’arresto al mio sguardo, quest’anno, chapeau alla Germania che ha tenuto migliaia di persone ansiosamente “sospese” grazie al lavoro dell’artista tedesca Anne Imhof.
Lo spazio verde dei giardini, l’ampio viale che conduce al Padiglione Centrale, gli alberi, l’aria, sono tutti elementi che stemperano il senso di saturazione che tende a dominare i visitatori. Accanto a questa preziosa area verde, l’acqua della laguna. Si respira aria pulita e il cielo si colora di una bellezza rara.
57. Esposizione Internazionale d’Arte_Viva Arte Viva