Intimacies (Mediterranean Civilization) di MDR

La Fondazione Brodbeck di Catania chiude il 2017 con la mostra di Maria Domenica Rapicavoli (MDR) intitolata Intimacies (Mediterranean Civilization), un lavoro realizzato appositamente per il luogo che lo ospita. Le mie riflessioni circa l’esposizione sono una sorta di memories, un post-mostra volontario. Difatti la tematica affrontata da MDR, con tutte le sfumature del caso, dovrebbe imporsi come un pensiero collettivo costante e quotidiano, bisognerebbe innestarla nella nostra forma mentis, al di là del breve evento espositivo. Nell’opera di MDR, artista estremamente sensibile ai fatti a lei contemporanei, ci confrontiamo con i fantasmi del passato e del nostro presente, facciamo i conti con alcune tematiche attuali come quella dell’immigrazione, viene offerta la lettura di immagini e di simboli che custodiscono intense riflessioni; inoltre, attraverso il filtro espositivo, si rispolverano termini senza dubbio sbiaditi o dimenticati, quali: civiltà, storia, cultura. Nonostante, forse per alcuni, l’argomento possa risultare cibo rimasticato offertoci dai più svariati canali di comunicazione o dallo stesso fronte artistico, Maria Domenica racconta gli eventi in modo inedito. In Intimacies la figura dell’uomo è invisibile, distante dalla nostra percezione visiva, lontana da noi tanto quanto i protagonisti delle disgrazie che si consumano in mare.

La prima sala della Fondazione ospita una lunga sequenza di stampe con le immagini di un tramonto dai colori sempre più intensi. Ancora, tre fotografie incorniciate offrono indizi circa il tema della mostra: i resti si un fossile, un pontile rugginoso, il mare. Sei forme rettangolari in porcellana bianca portano i segni sottili ed essenziali di una narrazione delicata, un linguaggio gentile che caratterizza l’intera mostra. Sono tutti messaggi da leggere a bassa voce, quelli lanciati dall’artista, appunti da interpretare e soprattutto da interiorizzare. I lavori esposti in questa ala sono il preludio di un’installazione estesa ed avvolgente che conquista inevitabilmente i visitatori.

Puoi ascoltare i suoni del mare notturno se decidi di immergerti nell’atmosfera sospesa creata dall’artista catanese. La luce blu, tutta intorno, impasta il cielo con il mare annullando così i confini tra i due. L’installazione ci scolla dalla realtà e ci ricongiunge a quest’ultima tramite alcuni elementi:  i segni riportati a terra con della polvere di gesso, le isole (in porcellana) collocate in alcuni punti dell’ampia sala espositiva e, ancora, con i fossili e con le pietre di varie forme e diversa natura che costellano l’ambiente. Si tratta di tracce che definiscono un’estesa mappa  geografica, un percorso da esplorare con il fisico e con la mente; la partenza e l’arrivo possono verificarsi in diversi punti della mappa, il viaggio procede secondo un proprio orientamento.

Guardando il cielo, si notano dei fili di nylon che tagliano severamente lo spazio: sono corridoi inflessibili che proiettano, sulle pareti laterali della sala, le rotte dei droni militari. Si materializza, così, un senso di compressione e di controllo in un cielo che, generalmente, consideriamo “libero”. In Intimacies avviene un cortocircuito tra il visibile e l’invisibile, siamo spinti ad utilizzare la mente in modo elastico, siamo invitati a rivedere certe congetture e superare l‘immaginario collettivo. Il lavoro di MDR, per circa due mesi, ha invitato i visitatori ad effettuare un cambio di rotta dei propri punti di vista, ha suggerito  alla nostra mente di essere migrante, in movimento; ma, soprattutto, la mostra è stata un contributo per promuovere il prezioso sentimento di empatia, tanto fragile e silenzioso, una sensibilità essenziale che permette all’uomo di essere meno refrattario nei confronti del prossimo.

 

Senza titolo
24 stampe inkjet su carta cotone, 20x30 cm., 2017
Stampe inkjet su carta cotone, 40x50 cm., 2017
Senza titolo
Stampa inkjet su carta cotone, 40x50 cm., 2017
Intimacies (Mediterranean Civilization)
6 porcellane, dimensioni variabili, 2017

Intimacies (Mediterranean Civilization)

Maria Domenica Rapicavoli

a cura di Giovanni Iovane

dal 24 settembre al 29 dicembre 2017

Fondazione Brodbeck, Via Gramignani 93, 95121 Catania

http://www.fondazionebrodbeck.it/

 

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