Raimondo Ferlito | studio

Intenso odore di colla pasta,  leggera umidità e un evidente caos gestito. La luce bianca dei neon trasmette la sua tipica sensazione di freddezza mentre delinea ombre nette tutt’attorno.  Il laboratorio di Raimondo Ferlito trova la sua condizione ideale nell’equilibrio tra restauro e sensibilità artistica: difatti, oltre ad essere un ammirevole artista Raimondo è anche abile restauratore.

Il laboratorio è un garage, un’unica ampia stanza. Una parete è occupata da una grande scaffalatura in metallo carica di attrezzi del mestiere impolverati e immobili come, da anni, nell’attesa di essere ritratti dal vero. Addossate alle pareti dello studio le tele si sovrappongono una sull’altra; ingombranti sandwich imbottiti con riflessioni, visioni, tempo, forme e colori. Alcuni supporti sono ancora grezzi o incompleti, altri sono coperti con fogli di carta velina e manifestano timidamente un ragionamento quasi concluso.

L’arte contemporanea e le secolari armature tessili coesistono in un ambiente dove, con cura, si maneggiano tecniche artistiche differenti. Esiste un costante equilibrio nel rapporto tra arte e mestiere,  un’armonia che rende fluido il passaggio dall’arte manuale a l’atto creativo: un intreccio assoluto che permette ad una tela ottocentesca di indossare abiti nuovi, i vestiti di una visione contemporanea. Raimondo, armato di una matura esperienza estetica, si inserisce in un discorso già iniziato con delicatezza e con venerazione della materia, rispettando la storia ed esaltando le cicatrici dei vecchi supporti.

Io fotografo lo studio e Raimondo, con una certa disinvoltura, fa slalom fra gli utensili e i telai abbandonati sul pavimento. Scherza e ride, diventa profondo e riflessivo quando mi parla dei suoi ultimi lavori; sono opere in cui la materia e le forme tirano a sé anche lo sguardo più pigro. Scruto le tele per coglierne tutti i piccoli dettagli mentre Raimondo mi suggerisce alcuni particolari, nemici della fretta.

Il nostro dialogo continua ma, improvvisamente, il mio equilibrio precario viene disturbato da Bianca, uno dei due Golden Retriever della famiglia;  maldestra e gioiosa non perde tempo ad irrompere goliardicamente dentro al garage, incurante delle opere, degli attrezzi, di me e di Raimondo, d’altronde per lei è tutto un gioco.

 

www.raimondoferlito.it/

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